L’ordinamento italiano prevede la presenza di enti dedicati al volontariato designandone le caratteristiche principali e dedicando loro una categoria tributaria che determina per loro una serie specifica di agevolazioni fiscali. Con la dicitura ONLUS si intendono le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale; all’interno di queste esiste la categoria delle ONG, ovvero le Organizzazioni Non Governative.
ONLUS e volontariato sociale
Le ONLUS, secondo la normativa italiana, possono essere le associazioni, le fondazioni, le società cooperative che si occupano di promuovere e tutelare l’utilità sociale, senza avere però scopo di lucro personale. Per essere riconosciute come tali questi enti vanno iscritti ad un’anagrafe a loro dedicata, e godono di un regime fiscale agevolato, previsto dallo Stato per aiutar queste organizzazioni nel loro compito. A partire dal 2006 sono tra i soggetti che possono godere della donazione del cinque per mille.
Non tutti gli enti possono essere ONLUS: ne sono preclusi ad esempio gli enti pubblici, le fondazioni bancarie, i sindacati e i partiti politici. Dall’altro lato, certe realtà nascono ONLUS, acquisendo questa qualifica “in automatico”: succede così alle cooperative sociali, eventualmente riunite in consorzio, o ancora alle ONG.
Le ONG: una ONLUS speciale
Le Organizzazioni Non Governative sono una categoria specifica di ONLUS il cui fine primario è la cooperazione allo sviluppo. Sono generalmente organizzazioni no profit, sostenute da donazioni esterne di privati.
Già dal nome è possibile individuarne la caratteristica principale, ovvero l’indipendenza dai governi vigenti. Questo tuttavia non significa che le ONG siano lontane dall’attualità, anzi, talvolta il loro impegno si svolge proprio tramite la pressione sulle autorità di governo, dando in questo modo voce a quelle questioni di cui la politica non si interessa.
In altri casi l’attività di queste ONLUS particolari si svolge tramite azione diretta, con la creazione di programmi concreti portati avanti dai volontari. Diversi sono gli ambiti in cui svolge la sua attività, ad esempio la tutela dell’ambiente, dei diritti umani, o ancora di quelle fasce di popolazione che vivono in gravi condizioni di povertà (in Italia e nel mondo). Gli ideali sostenuti da questi enti si rifanno alla tolleranza, all’ecologia, alla pace e al dialogo tra popoli.
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L’ambito sanitario offre molte opportunità per il volontariato, in diverse aree: si va dalla cura e assistenza della persona alla tutela della categoria del malato, dal pronto soccorso in caso di emergenza alla donazione degli organi o del sangue. È evidente quindi come questo tipo di volontariato sia tanto delicato quanto complesso e importante.
Il volontariato di protezione civile è nato in Italia a partire dagli anni Sessanta, in seguito alle grandi catastrofi che avevano colpito il territorio nazionale. In quelle occasioni, una moltitudine di persone si rese disponibile ad aiutare, ma divenne evidente l’assenza di un ente che sapesse gestire e ottimizzare queste risorse. Oggi la Protezione civile conta più di un milione di volontari.
La cura del patrimonio culturale è un’area in cui il volontariato trova la sua collocazione ideale, ed infatti è molto richiesto. Tutta la cittadinanza trae beneficio da questa attività, a partire dagli stessi volontari, che tramite il volontariato vivono un’esperienza formativa ed entusiasmante.
Il Servizio Volontario Europeo, conosciuto anche come SVE o ESV a seconda dell’area linguistica, è un programma previsto e finanziato dalla Comunità Europea rivolto ai giovani a partire dai 18 fino ai 30 anni compiuti. Grazie allo SVE è possibile uscire dall’Italia e fare un’esperienza di volontariato negli stati dell’Unione e non solo.
Non sempre una persona svolge un compito per vedersi retribuire un corrispettivo monetario. A volte presta il proprio tempo e le proprie risorse senza compenso pur di perseguire il bene di terzi. E’ questo il fenomeno del volontariato, che sta acquistando con gli anni sempre più importanza a livello sociale e politico.