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		<title>ONLUS e ONG</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assistente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione allo sviluppo]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ordinamento italiano prevede la presenza di enti dedicati al volontariato designandone le caratteristiche principali e dedicando loro una categoria tributaria che determina per loro una serie specifica di agevolazioni fiscali. Con la dicitura ONLUS si intendono le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale; all’interno di queste esiste la categoria delle ONG, ovvero le Organizzazioni Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-22" title="Unione" src="http://www.solidata.it/wp-content/uploads/2012/01/Unione-300x300.jpg" alt="Solidarietà nel mondo" width="300" height="300" /><strong>L’ordinamento italiano prevede la presenza di enti dedicati al volontariato designandone le caratteristiche principali e dedicando loro una categoria tributaria che determina per loro una serie specifica di agevolazioni fiscali. Con la dicitura ONLUS si intendono le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale; all’interno di queste esiste la categoria delle ONG, ovvero le Organizzazioni Non Governative.</strong></p>
<h2>ONLUS e volontariato sociale</h2>
<p>Le ONLUS, secondo la normativa italiana, possono essere le associazioni, le fondazioni, le società cooperative che si occupano di promuovere e tutelare l’utilità sociale, senza avere però scopo di lucro personale. Per essere riconosciute come tali questi enti vanno iscritti ad un’anagrafe a loro dedicata, e godono di un regime fiscale agevolato, previsto dallo Stato per aiutar queste organizzazioni nel loro compito. A partire dal 2006 sono tra i soggetti che possono godere della donazione del cinque per mille.<br />
Non tutti gli enti possono essere ONLUS: ne sono preclusi ad esempio gli enti pubblici, le fondazioni bancarie, i sindacati e i partiti politici. Dall’altro lato, certe realtà nascono ONLUS, acquisendo questa qualifica “in automatico”: succede così alle cooperative sociali, eventualmente riunite in consorzio, o ancora alle ONG.</p>
<h2>Le ONG: una ONLUS speciale</h2>
<p>Le Organizzazioni Non Governative sono una categoria specifica di ONLUS il cui fine primario è la cooperazione allo sviluppo. Sono generalmente organizzazioni no profit, sostenute da donazioni esterne di privati.<br />
Già dal nome è possibile individuarne la caratteristica principale, ovvero l’indipendenza dai governi vigenti. Questo tuttavia non significa che le ONG siano lontane dall’attualità, anzi, talvolta il loro impegno si svolge proprio tramite la pressione sulle autorità di governo, dando in questo modo voce a quelle questioni di cui la politica non si interessa.<br />
In altri casi l’attività di queste ONLUS particolari si svolge tramite azione diretta, con la creazione di programmi concreti portati avanti dai volontari. Diversi sono gli ambiti in cui svolge la sua attività, ad esempio la tutela dell’ambiente, dei diritti umani, o ancora di quelle fasce di popolazione che vivono in gravi condizioni di povertà (in Italia e nel mondo). Gli ideali sostenuti da questi enti si rifanno alla tolleranza, all’ecologia, alla pace e al dialogo tra popoli.</p>
<p>Foto: Alx &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Volontariato nel servizio sanitario nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 10:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assistente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza malati]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ambito sanitario offre molte opportunità per il volontariato, in diverse aree: si va dalla cura e assistenza della persona alla tutela della categoria del malato, dal pronto soccorso in caso di emergenza alla donazione degli organi o del sangue. È evidente quindi come questo tipo di volontariato sia tanto delicato quanto complesso e importante. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-19" title="Croce Rossa" src="http://www.solidata.it/wp-content/uploads/2012/01/Croce-Rossa-300x236.jpg" alt="Servizio sanitario" width="300" height="236" /><strong>L’ambito sanitario offre molte opportunità per il volontariato, in diverse aree: si va dalla cura e assistenza della persona alla tutela della categoria del malato, dal pronto soccorso in caso di emergenza alla donazione degli organi o del sangue. È evidente quindi come questo tipo di volontariato sia tanto delicato quanto complesso e importante.</strong></p>
<h2>Il volontario in un ente sanitario</h2>
<p>Il ruolo della persona che svolge volontariato presso un istituto sanitario non è sostitutivo ma integrativo: affianca quelli che lavorano presso quell’ente, in modo che il loro apporto risulti complementare, non che si sovrapponga al lavoro di medici e infermieri.<br />
L’esperienza del volontariato è sempre molto importante; l’area del servizio sanitario richiede tuttavia che essa sia vissuta autenticamente. La delicatezza di questo settore richiede serietà e anche una certa formazione. Gli ideali che muovono queste persone devono essere rivolti alla solidarietà e all’assistenza verso il malato, vero e proprio fulcro attorno a cui ruota tutta la loro attività.</p>
<h2>L’obiettivo del volontariato nel settore sanitario</h2>
<p>Tra gli scopi del mondo del volontariato in ambito sanitario c’è senza dubbio la promozione di quelle politiche sociali che si occupino in modo sempre migliore dei malati, che nella nostra società sono innegabilmente una categoria di soggetti deboli.<br />
Il volontariato si occupa direttamente di quei bisogni primari che il personale medico non può seguire, come l’assistenza continuativa dei lungodegenti. L’assistenza al malato è spesso richiesta sia dentro che fuori dall’ospedale, e risponde a molti bisogni diversi: fare la spesa, pulire casa, o più semplicemente vigilare il malato, rispondere alle sue domande, tradurre le comunicazioni di un medico quando i pazienti non conoscono la lingua italiana.<br />
Il volontariato si occupa inoltre di sensibilizzare l’ente in cui si muove (e a livelli superiori, le istituzioni) sui problemi del settore: è il caso del Tribunale del malato, che si occupa di difendere i diritti di questa categoria.<br />
La rete del volontariato sanitario cerca inoltre di valorizzare e sviluppare quei soggetti istituzionali che rivestono un ruolo importante a livello territoriale, arrivando dove la sanità nazionale non riesce: è ad esempio il caso delle “Croci” (la Rossa, la Bianca, la Verde), che si occupano del trasporto dei malati in ausilio alle ambulanze degli ospedali.</p>
<p>Foto: appler &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Volontariato nella protezione civile</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 10:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assistente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione civile]]></category>
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		<category><![CDATA[Terremoto dell'Aquila]]></category>
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		<category><![CDATA[Volontariato d'emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volontariato di protezione civile è nato in Italia a partire dagli anni Sessanta, in seguito alle grandi catastrofi che avevano colpito il territorio nazionale. In quelle occasioni, una moltitudine di persone si rese disponibile ad aiutare, ma divenne evidente l’assenza di un ente che sapesse gestire e ottimizzare queste risorse. Oggi la Protezione civile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-16" title="Terremoto" src="http://www.solidata.it/wp-content/uploads/2012/01/Terremoto-300x189.jpg" alt="Catastrofi" width="300" height="189" /><strong>Il volontariato di protezione civile è nato in Italia a partire dagli anni Sessanta, in seguito alle grandi catastrofi che avevano colpito il territorio nazionale. In quelle occasioni, una moltitudine di persone si rese disponibile ad aiutare, ma divenne evidente l’assenza di un ente che sapesse gestire e ottimizzare queste risorse. Oggi la Protezione civile conta più di un milione di volontari.</strong></p>
<h2>L’obiettivo del volontariato di Protezione civile</h2>
<p>Il volontariato di Protezione civile vuole essere espressione di un diritto essenziale della persona che si trova in una situazione d’emergenza: quello di essere soccorso con professionalità nel minor tempo possibile. A questo fine partecipano moltissimi volontari, che in forma spontanea e gratuita accorrono in caso di necessità ad aiutare chiunque abbia bisogno di loro.<br />
La Protezione civile detiene un elenco di più di duemila organizzazioni, da quelle a livello locale fino a quelle nazionali: per diventare volontario bisogna iscriversi ad una di queste. Si calcola che l’adesione a questa istituzione sia in continua crescita, e che nell’oltre milione di volontari ce ne siano più di cinquantamila che possono garantire la loro capacità di intervento in pochi minuti di tempo. Sono presenti professionalità di tutti i settori, proprio perché in caso di urgenza sono richiesti interventi tra loro assai diversi: dall’installazione di un ospedale di campo alla creazione di una mensa al ripristino dei mezzi di comunicazione.</p>
<h2>L’attività della Protezione civile</h2>
<p>La storia dell’Italia è costellata da grandi catastrofi, tra cui ricordiamo il terribile terremoto dell’Aquila nel 2009, o ancor più recentemente l’alluvione che ha colpito Genova e la zona delle Cinque Terre nel 2011. Proprio per questo la Protezione civile è molto attenta a sviluppare piani di prevenzione, raccogliendo dati e informazioni sui vari tipi di rischi che la penisola corre, segnalando agli enti competenti quali sono le criticità più urgenti, e quali possono essere gli interventi adatti a evitare il disastro, limitarne i danni o, nel caso peggiore, ripristinare una situazione di normalità dove è avvenuta la disgrazia.<br />
Anche in quest’ottica è fondamentale la preparazione a cui vengono sottoposti i volontari di Protezione civile, che in caso di emergenza lavorano fianco a fianco con tutte le altre strutture operative nazionali, come i Vigili del Fuoco o il Soccorso alpino.</p>
<p>Foto: Stefan Lochmann &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Fare il volontario nell’area culturale</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assistente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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		<category><![CDATA[Volontariato culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[La cura del patrimonio culturale è un’area in cui il volontariato trova la sua collocazione ideale, ed infatti è molto richiesto. Tutta la cittadinanza trae beneficio da questa attività, a partire dagli stessi volontari, che tramite il volontariato vivono un’esperienza formativa ed entusiasmante. La necessità del volontario nell’area culturale La realtà culturale in Italia ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13" title="Biblioteca" src="http://www.solidata.it/wp-content/uploads/2012/01/Biblioteca-300x200.jpg" alt="Volontariato area culturale" width="300" height="200" /><strong>La cura del patrimonio culturale è un’area in cui il volontariato trova la sua collocazione ideale, ed infatti è molto richiesto. Tutta la cittadinanza trae beneficio da questa attività, a partire dagli stessi volontari, che tramite il volontariato vivono un’esperienza formativa ed entusiasmante.</strong></p>
<h2>La necessità del volontario nell’area culturale</h2>
<p>La realtà culturale in Italia ha visto il moltiplicarsi delle sue funzioni nei confronti del pubblico: a questi enti viene costantemente richiesto di aggiornarsi e seguire il progresso dei mezzi di comunicazione per poter continuare a dialogare con la gente. Lo scopo è ovvio: attirare un pubblico sempre nuovo, fidelizzando quello storico.<br />
Il volontario interviene dunque là dove gli operatori del settore non riescono a rispondere alle molteplici e complesse esigenze del pubblico. Per sapere in quali strutture fare del volontariato culturale basta chiedere presso le associazioni culturali locali, siano esse legate al Comune, alla parrocchia, ai circoli. Oppure è possibile rivolgersi direttamente alle strutture stesse, per sapere se e in che modalità accettano volontari.<br />
Come condizione viene frequentemente richiesta l’iscrizione a una associazione, capace di garantire alla persona una copertura assicurativa durante l’orario in cui svolge il suo “lavoro”.</p>
<h2>Alcuni esempi di volontariato culturale</h2>
<p>L’area culturale è molto vasta: si va dalla musica al cinema, dall’arte ai libri. Proprio per questo il volontario ha davanti molte possibilità tra cui scegliere, sia per quel che riguarda l’area di interesse che per gli incarichi da svolgere. Sta alla persona crearsi il proprio percorso formativo, secondo la sua personale disponibilità di mettere in gioco se stesso e le proprie competenze.<br />
L’attività principale consiste nell’affiancare gli operatori già presenti nella struttura, con il beneficio di poter imparare il loro mestiere. Agli inizi potrebbe esser richiesto di seguire la segreteria generale, o di fare la guardia ad una sala del museo; man mano che la persona accumula esperienza, potranno aumentare ed articolarsi anche le sue mansioni.<br />
Comunque, nella maggior parte dei casi non è richiesta una formazione professionale specifica per iniziare: per fare un esempio, spesso nelle biblioteche serve aiuto anche solo per il riordino dei libri sugli scaffali. Possono talvolta sembrare mansioni umili o semplici, ma sono fondamentali per il funzionamento di una struttura culturale.</p>
<p>Foto: Robert Kneschke &#8211; Fotolia</p>
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		<title>SVE e volontariato in Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 10:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assistente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza attiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione SVE]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Volontario Europeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli obiettivi del Servizio Volontario Europeo I progetti previsti dal Servizio Volontario Europeo coprono diverse aree operative: la tutela all’ambiente, l’assistenza alle categorie più deboli della società civile (malati, anziani, indigenti, disabili e bambini), il dialogo tra diverse culture e religioni. L’obiettivo finale del Servizio Volontario Europeo è quello di diffondere tramite il volontario e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solidata.it/wp-content/uploads/2012/01/Paesi-membri-300x199.jpg" alt="Unione europea" title="Bandiera europa" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-9" /></p>
<h2>Gli obiettivi del Servizio Volontario Europeo</h2>
<p>I progetti previsti dal Servizio Volontario Europeo coprono diverse aree operative: la tutela all’ambiente, l’assistenza alle categorie più deboli della società civile (malati, anziani, indigenti, disabili e bambini), il dialogo tra diverse culture e religioni. L’obiettivo finale del Servizio Volontario Europeo è quello di diffondere tramite il volontario e il suo operato una maggiore coscienza sull’importanza della cittadinanza attiva, e del suo inestimabile ruolo nel sostegno e nello sviluppo delle comunità locali.<br />
Alla possibilità di apprendimento o perfezionamento dell’uso di una lingua straniera si affianca una indubbia formazione personale e professionale, senza contare che l’esperienza all’estero favorisce un sentimento di coesione sociale tra i giovani del continente europeo.</p>
<h2>Come partecipare al Servizio Volontario Europeo</h2>
<p>Lo SVE ha una durata che varia a seconda del progetto, la cui durata massima è un anno; in alcuni casi eccezionali, per venire incontro a persone con difficoltà, sono previsti progetti che durano qualche settimana; va ricordato anche che non è un’esperienza ripetibile.<br />
Chi volesse partecipare al Servizio Volontario Europeo deve prima trovare un progetto a cui aderire. La ricerca può esser svolta singolarmente o con il supporto di un’associazione. Esistono liste in cui sono elencati i progetti disponibili: ci si può candidare a diversi programmi fino a trovare quello giusto. Per la candidatura basta inviare all’organizzazione di destinazione un curriculum vitae e una lettera motivazionale.<br />
I costi per chi fa il Servizio Volontario Europeo sono pressoché azzerati, perché le spese di permanenza e formazione sono coperte quasi interamente dalla Commissione Europea e dall’organizzazione ospitante. Esse si occupano di pagare il viaggio, offrire vitto e alloggio; garantiscono una piccola somma per le spese quotidiane della persona. Nel momento in cui lo SVE è avviato e il ragazzo ha raggiunto l’organizzazione che lo ospita, ottiene inoltre una copertura assicurativa contro malattia e incidenti, così da esser tutelato per tutto il periodo del suo operato.</p>
<p>Foto: richterfoto</p>
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